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QR code vino: l'etichetta obbligatoria, il QR della cantina e la scheda tecnica da compilare

Sulla bottiglia possono esserci due QR: quello obbligatorio per ingredienti e valori nutrizionali e quello con cui la cantina racconta il vino. Cosa chiede la regola, come tenerli separati, cosa ti dicono i numeri e una scheda tecnica da compilare.

Redazione QRboardAggiornato il 19 ottobre 2026 · 11 min di lettura
QR code vino: la retroetichetta con il QR obbligatorio per gli ingredienti e il collarino con il QR della cantina che apre la scheda tecnica sul telefono
11 min · da leggere

Se cerchi «QR code vino» trovi due cose che si somigliano solo nel quadratino. Da una parte il QR obbligatorio dell’etichetta elettronica, quello che porta a ingredienti e valori nutrizionali. Dall’altra il QR facoltativo con cui la cantina racconta il vino, invita a una degustazione o fa riordinare una cassa. Il primo ha regole severe e deve restare neutro; il secondo è libero ed è quello che lavora per te. Mescolarli è l’errore più comune.

In questa guida vediamo cosa chiede la regola europea per il QR obbligatorio, cosa mettere dietro al QR della cantina, dove stamparlo senza creare confusione e cosa ti raccontano i numeri, con l’esempio di un produttore che scopre dove finiscono le sue bottiglie. In fondo trovi la scheda tecnica del vino da compilare, con le voci anche in inglese, e la checklist da mandare alla tipografia.

QR code vino obbligatorio: cosa dice la regola

Dall’8 dicembre 2023 i vini prodotti nell’Unione europea devono indicare l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale. Sull’etichetta di carta restano il valore energetico e gli allergeni; il resto può stare dietro un QR, la cosiddetta etichetta elettronica (o e-label).

Le domande e risposte pubblicate dalla Commissione europea nel novembre 2023 mettono paletti chiari:

  • la pagina deve essere neutra: niente promozioni, niente link al sito o allo shop, niente frasi che spingono a comprare;

  • il sistema non deve raccogliere né tracciare i dati di chi la apre, nemmeno chiedendo il consenso;

  • il QR porta dritto alle informazioni di quel vino, senza moduli o pagine in mezzo;

  • va nello stesso campo visivo delle altre indicazioni obbligatorie, con una scritta chiara come «Ingredienti e valori nutrizionali»: la sola «i» non basta;

  • le informazioni devono restare stabili e affidabili per tutta la vita del prodotto.

Per questo l’etichetta elettronica non si fa con un QR di marketing, e nemmeno con QRboard: un QR dinamico conta le visite ed è pensato apposta per cambiare destinazione. Usa un servizio dedicato, come quelli che propongono consorzi, enologi e tipografie di etichette. Le regole si stanno aggiornando, perché l’Unione europea ha approvato un pacchetto di misure per il vino che riguarda anche l’etichetta digitale: prima di andare in stampa fai sempre una verifica con chi ti segue per le etichette.

Il QR della cantina: cosa metterci dietro

Il secondo QR è facoltativo, e qui sei libero, con un solo limite: non deve confondere chi lo inquadra né rubare spazio alle indicazioni obbligatorie. Chi gira la bottiglia di solito vuole sapere una di queste cose:

  • la scheda del vino: vitigni, zona, vinificazione, gradazione, temperatura di servizio;

  • gli abbinamenti, magari con un piatto tipico della zona;

  • la storia: la vigna, l’annata, chi lo fa (due righe e una foto, non un romanzo);

  • come venirvi a trovare: degustazioni, visite in cantina, orari;

  • come ricomprarlo: lo shop, le enoteche che lo hanno, il contatto per ristoranti e importatori.

Scegli un messaggio principale per bottiglia. Se il QR apre una pagina con dodici pulsanti, chi è a tavola chiude e torna a bere.

PDF, pagina del sito o pagina creata con QRboard?

  • La scheda tecnica in PDF: la prepari con il programma che usi già, la carichi nei contenuti di QRboard e la sostituisci a ogni annata. Il QR resta lo stesso.

  • Una pagina del tuo sito: se la scheda è già online, il QR punta lì. Se domani rifai il sito, cambi la destinazione del QR e le bottiglie già vendute portano alla pagina nuova.

  • Una pagina creata con QRboard: scheda, video della vendemmia da YouTube e pulsanti come «Prenota una degustazione», «Acquista» o «Scheda tecnica». Ti dice anche quanti tocchi riceve ogni pulsante: la trovi nella pagina del mini-sito.

Dove mettere il QR code sul vino (senza confondere chi lo inquadra)

  • Sulla retroetichetta, lontano dal QR obbligatorio e con una frase diversa: «La storia di questo vino» o «Abbinamenti e visite in cantina». Due QR vicini senza scritte vuol dire che la gente sceglie a caso.

  • Sul collarino o su un cartellino appeso al collo: si vede appena prendi in mano la bottiglia e lo ristampi senza toccare l’etichetta.

  • Sul cartone e sulla cassa: chi li apre è un’enoteca o un ristorante, quindi qui va un QR per i professionisti, con listino e schede in PDF.

  • Al banco di degustazione, in cantina e allo stand: per le fiere c’è la guida sul QR code in fiera.

La retroetichetta si inquadra da vicino, quindi bastano circa 2 cm di lato: le misure per ogni supporto sono nella guida sulla dimensione minima di un QR code. Sulla bottiglia la curva deforma il codice: stampalo nella parte più dritta, su fondo chiaro e opaco, e provalo con più telefoni prima di approvare le etichette.

Un esempio con i numeri: la cantina che non sapeva di parlare tedesco

Un esempio con numeri inventati, solo per spiegare il calcolo. Marco ha una piccola cantina nel Roero e produce circa 9.000 bottiglie l’anno. Sul collarino del suo Arneis mette un QR con la frase «La storia di questo vino», collegato alla scheda tecnica in PDF.

Dopo tre mesi apre le statistiche: 400 visite. Nello stesso periodo ha venduto circa 2.000 bottiglie, quindi più o meno una bottiglia su cinque viene inquadrata. Sono visite, non persone: la stessa persona può inquadrare il QR due volte. Ecco da dove arrivano:

  • Italia: 176 visite (44%);

  • Germania: 108 visite (27%);

  • Svizzera: 52 visite (13%);

  • Paesi Bassi: 36 visite (9%);

  • altri paesi: 28 visite (7%).

Statistiche del QR code sul vino divise per paese: 400 visite in tre mesi, il 44% dall'Italia e il 27% dalla Germania

Marco in Germania vende tramite un solo importatore e pensava fosse un mercato piccolo. Più di una visita su quattro, invece, arriva da lì. Così fa tre cose: aggiunge alla scheda le pagine in inglese e in tedesco (il file è lo stesso, il QR pure), manda all’importatore le schede tradotte e gli chiede di proporre il vino a qualche enoteca in più. Non ristampa niente: cambia solo il PDF.

Un limite da conoscere

Le statistiche ti dicono quante visite arrivano, in che giorni, da quali paesi e con quali dispositivi; non chi ha comprato la bottiglia né dove l’ha comprata. Del PDF vedi quante volte viene aperto, non quali pagine si leggono. Per sapere anche le città e la lingua del telefono di chi inquadra serve il piano Business. Per il resto, cosa si può sapere da un QR lo trovi nella guida sul QR code con statistiche.

Da portare via: la scheda tecnica del vino da compilare

Copia queste voci nel tuo programma, una scheda per vino e per annata. Tra parentesi trovi la voce in inglese, così prepari subito anche la versione per l’estero.

  1. Nome del vino e annata (Wine and vintage).

  2. Denominazione e zona (Appellation and area).

  3. Vitigni e percentuali (Grape varieties).

  4. Vigneto: esposizione, altitudine, terreno (Vineyard).

  5. Vendemmia: periodo e se a mano o a macchina (Harvest).

  6. Vinificazione e affinamento (Winemaking and ageing).

  7. Gradazione alcolica (Alcohol).

  8. Note di degustazione in tre righe: colore, profumo, bocca (Tasting notes).

  9. Abbinamenti (Food pairing).

  10. Temperatura di servizio e bicchiere consigliato (Serving temperature).

  11. Formati disponibili e contatti per enoteche, ristoranti e importatori (Formats and trade contacts).

Ingredienti e valori nutrizionali puoi ripeterli anche qui, ma la scheda non sostituisce l’etichetta elettronica.

La checklist da mandare alla tipografia

  • Due QR ben distinti, ognuno con la sua frase sopra o accanto.

  • Il QR obbligatorio nello stesso campo visivo delle altre indicazioni obbligatorie, con la scritta indicata da chi ti segue per le etichette.

  • Il QR della cantina in SVG, di almeno 2 cm, su fondo chiaro e opaco, nella parte più dritta della bottiglia.

  • Una prova di stampa inquadrata con due telefoni diversi, anche con la luce bassa di un’enoteca.

  • Un QR diverso per collarino, cartone e fiera: la scheda è la stessa, ma vedi quale lavora di più.

Errori da evitare

  • Usare un solo QR per tutto: per l’etichetta elettronica la regola non lo consente, e chi cerca gli ingredienti si ritrova nello shop.

  • Lasciare il QR della cantina senza scritta, o con la sola «i»: sembra quello obbligatorio e nessuno sa cosa aspettarsi.

  • Puntare a una pagina del sito con l’annata nell’indirizzo: l’anno dopo porta alla scheda vecchia o a una pagina che non c’è più.

  • Stampare il QR sulla parte più curva della bottiglia o su carta lucida: la fotocamera lo vede storto o con i riflessi, come spiega la guida sul QR code che non funziona.

  • Fare la scheda solo in italiano senza guardare prima da dove arrivano le visite.

Quale piano serve

  • Starter, 8,90 € al mese: un QR di tipo link verso la scheda sul tuo sito. Basta per un vino solo, ma non ci sono statistiche e il PDF non si può caricare.

  • Pro, 12,90 € al mese: QR illimitati (uno per vino e per supporto), schede tecniche in PDF, visite, visitatori unici, paesi e dispositivi, con 90 giorni di storico.

  • Business, 29,90 € al mese: in più la pagina creata con QRboard con i pulsanti «Prenota una degustazione» e «Acquista», i tocchi su ogni pulsante, città e lingua del telefono, il confronto tra due periodi e 13 mesi di storico.

Prezzi IVA esclusa; con il pagamento annuale due mesi sono in regalo. Ogni piano ha 7 giorni di prova gratis: trovi tutto nella pagina dei prezzi, e i paesi e le città spiegati bene in quella dell’analitica.

Domande frequenti

Il QR code sul vino è obbligatorio?

Il QR in sé no: sono obbligatori l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale. Puoi stamparli per intero in etichetta oppure metterli dietro un QR, l’etichetta elettronica, lasciando sulla carta valore energetico e allergeni.

Posso usare lo stesso QR per gli ingredienti e per la cantina?

No. La pagina con ingredienti e valori nutrizionali deve essere neutra, senza link al sito o allo shop e senza tracciare chi la apre. Servono due QR distinti, ciascuno con la sua scritta.

Cosa mettere nel QR code del vino oltre alle informazioni obbligatorie?

La scheda tecnica, gli abbinamenti, due righe sulla vigna e il modo per venirvi a trovare o ricomprarlo. Meglio un messaggio principale per bottiglia che una pagina piena di pulsanti.

Le bottiglie restano in giro per anni: il QR funzionerà ancora?

Sì, finché il QR è attivo, e puoi cambiare la destinazione quando vuoi: annata nuova, shop nuovo, sito rifatto. Se interrompi l’abbonamento i QR vanno in pausa con una pagina di cortesia e tornano a funzionare quando lo riattivi.

Posso sapere in quali paesi inquadrano le mie bottiglie?

Sì: dal piano Pro vedi le visite divise per paese, con Business anche le città e la lingua del telefono. Sono numeri complessivi: non sai chi ha inquadrato il QR.

In breve

Sul vino i QR sono due e fanno lavori diversi. Quello degli ingredienti resta neutro e lo gestisce un servizio dedicato; quello della cantina racconta il vino, porta in cantina o allo shop e ti dice dove viaggiano le bottiglie. Tienili separati, scrivi accanto a ciascuno cosa apre e prepara una scheda tecnica che puoi aggiornare a ogni annata senza ristampare. Puoi provare i QR dinamici di QRboard gratis per 7 giorni.

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